l'isola che c'è...

...errare umanum est, perseverare ovest...
sabato, aprile 05, 2008

Metti una sera con Beth

Milano, 30.03.08 Live @ Alcatraz...ci sono i Portishead.

Quando ho sentito che si paventava l'uscita del nuovo album Third e tour annesso mi sono precipitata all'acquisto dei biglietti...qualche mese fa.
Poi domenica scorsa ho intrapreso il mio viaggio verso Milano per raggiungere l'Alcatraz e gustarmi l'evento e poco importa se mi sono persa per Monza e dintorni grazie ad un navigatore infame e alle indicazioni stradali assenti...alla fine ci sono arrivata e li ho finalmente visti con i miei occhi e sentiti con tutto il resto.
Pazienza per la location che, secondo me, penalizza fortemente il pubblico ghettizzandolo in termini di altezza...dico 'pazienza' perchè io, bene o male, spuntavo abbastanza in alto per vedere Beth e compagni esibirsi in una performance che mi è piaciuta molto.
Li aspettavo (e non ero la sola) da 10 anni, dopo l'ultimo album e se ne sono usciti con quest'ultimo Third piuttosto avvolgente. Dimenticatevi le atmosfere rarefatte dei primi due album con cui ci si poteva cullare prima di dormire...quest'ultimo lavoro ha sonorità più aggressive e dark senza però dismettere quella loro caratteristica che li rende, come dire, Portishead.
Mentre li attendevo mi chiedevo con cosa avrebbero iniziato e sono state due tracce del nuovo album a dare il la, ma con la luce viola, dello stesso viola della copertina di Dummy, parte Mysterons e la gente va in delirio.
Ne sono seguite quasi 2 ore di concerto in cui Beth, avvinghiata al microfono (se ne staccava giusto per sorseggiare della birra tra un pezzo e l'altro) ha sottolineato il concetto  che, si, sono tornati ed in grande stile.
La sua voce si è fatta più  matura e consapevole ma sempre maledettamente sensuale anche nei pezzi più spigolosi.
Ho imparato che sono un gruppo che fa trip-hop...dico che 'l'ho imparato' perchè sono sempre stata refrettaria ad incasellare la musica per generi...credo si tratti di incompetenza, ad ogni modo mi asterrò da deliri sulla tecnica poichè non ne sono all'altezza, ciò che vado dicendo è strettamente ed esclusivamente legato al mio sentire e questi Portishead mi hanno entusiasmato.
Bentornati, finalmente.


Silence
Hunter
Mysterons
The Rip
Glory Box
Numb
Magic Door
Wandering Star
Machine Gun
Over
Sour Times
Only You
Nylon Smile
Cowboys

Threads
Roads
We Carry On


postato da: Naima alle ore 13:14 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, concerti, portishead, third
venerdì, novembre 30, 2007

ai piedi dell'arcobaleno

Erano giorni che ci pensavo.
Dopo aver approfondito l'ascolto dell'ultimo lavoro dei Radiohead ed averlo messo in circolo insieme al sangue, mi cominciavo a chiedere se ci sarebbe stato un tour a seguire di questo nuovo album, ma un senso quasi di riverenza mi faceva pensare che forse era prematuro anche pensarlo (e quindi iniziare a desiderarlo)...e invece, quando meno me l'aspettavo, ecco la notizia che volevo, il nulla osta al desiderio: i Radiohead in Italia il 18 Giugno 2008 all'Arena Civica di Milano come unica tappa italiana di un tour con tappe europee selezionate.

Per le 00:01 di domenica prossima ho già un'impegno.

La prima volta che li ho visti ero all'Arena di Verona, nel 2000 mi pare...o 2001, non ricordo bene. Poi nel 2003 sono tornati ma li ho clamorosamente mancati che lasciamo stare il perchè e loro, per punizione mi hanno fatto aspettare altri 5 anni. Ben mi stà.
Ma stavolta non ci ricasco. Non so dove sarò la prossima settimana, ma so dove voglio essere il 18 Giugno prossimo.Quest'attesa che inizia oggi mi fa tornare la mente ai primi sentori dell'Heineken Jammin Festival, proprio un anno fa a quest'ora...e l'attesa lunga, infinita... finita poi come tutti sappiamo.
Comunque, confido nella buona sorte e mi pregusto questa lunga attesa che quasi mi fa sentire l'odore dell'estate, che di questi tempi una fuga è quel che (mi) ci vuole.

postato da: Naima alle ore 00:38 | link | commenti (17) | commenti (17)
categorie: musica, radiohead
domenica, novembre 25, 2007

NonSoloBurqa

"In Italia, negli ultimi dodici mesi, un milione di donne ha subito violenza, fisica o sessuale. Solo nei primi sei mesi del 2007 ne sono state uccise 62, 141 sono state oggetto di tentato omicidio, 1805 sono state abusate, 10.383 sono state vittime di pugni, botte, bruciature, ossa rotte. Leggevamo che le donne subiscono violenza nei luoghi di guerra, nei paesi dove c'è odio razziale, dove c'è povertà, ignoranza, non da noi.
Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso."



Questi sopra sono i numeri ufficiali stilati dal Ministro per le Pari Oppurtunità che delineano una condizione al femminile, in Italia, alquanto allarmante...di fatto le donne vittime di violenza da parte degli uomini sono molte di più se si considerano tutte coloro che per paura non osano denunciare le violenze subite per la paura di pagare con la vita il volersi sottrarre ad ulteriori soprusi o vedersi abbandonate dalle istituzioni una volta che si sono esposte perchè manca di fatto una rete di protezione efficace.
Appare quasi assurdo pensare che nel 2007, in Italia, ci siano numeri come questi a quantificare quello che viene chiamato femminicidio , eppure è così: botte, stupri, violenza psicologica...una donna su sei ne è vittima. Riuscite ad immaginarlo?

Sono cifre che fanno inorridire per la quantità ma sopratutto per la misura con cui il degrado sociale in atto si abbatte sui soggetti più deboli...e non si parla di un degrado legato ad ambienti poveri o sottoculturati bensì quel degrado ' per bene', quello della porta accanto che non è frutto della miseria economica quanto di quella umana. Più la donna conquista autonomia, più si muove un processo di segno maschile che non lo accetta.

Non sono una femminista. Credo che il femminismo di questi tempi sia piuttosto demodè e non serva a nulla (vedasi le tristi cronache del corteo odierno a Roma) se non ad autoghettizzarsi. Mi sento però spinta a chiedermi il perchè ci sia questo processo in atto, a cercare una ragione del fatto che ci sia una buona fetta del mondo maschile che non è in grado di entrare in relazione con il femminile al punto da coprire con la violenza questa propria mancanza. Molti parlano di lacuna culturale ma a me sembra piuttosto un vero e proprio disagio tutto maschile che coglie in ogni sacca...acculturata e non.
Si guarda alla nuova proposta di legge in attesa di varo come se fosse la medicina che manca dallo scaffale senza chiedersi se delle pene certe possano davvero arginare tutta questa brutalità. Certamente ce n'è un grande bisogno se consideriamo che a tutt'oggi una donna, per la legge, non è minimamente tutelata...ma uno stupro o le botte non sono reati comparabili ad un falso in bilancio (per dirne una), sono reati dettati da una pulsione la cui genesi andrebbe studiata a fondo e curata laddove possibile partendo da un recupero della figura femminile in ambito familiare e scolastico.
Un compito questo che spetta a chiunque di noi, quotidianamente, smettendola di voltarsi dall'altra parte quando testimoni e iniziando ad essere partecipi nell'educazione dei più piccoli che da noi si aspettano di conoscere il bene.
Per il male avranno tempo.
postato da: Naima alle ore 00:24 | link | commenti (5) | commenti (5)
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venerdì, novembre 23, 2007

Enjoy Division

Quando ho sentito parlare di Control, il film sulla vita di Ian Curtis (leader dei Joy Division), davo per scontato che di lì a poco avrei potuto vederlo nelle sale italiane. Invece a quanto pare non sarà così perchè non viene distribuito in Italia!
Lo vedrò comunque in lingua originale, ma vuoi mettere?

Ecco dunque la petizione da firmare per chiedere che sia distribuito anche da noi.





postato da: Naima alle ore 19:37 | link | commenti (5) | commenti (5)
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sabato, novembre 10, 2007

Lei

Lei...erano anni che aspettavo di vederla e di sentirla dal vivo.
Nei primi anni in cui la ascoltavo nei Dead Can Dance non avevo mai avuto la curiosità di vederla in una foto o leggerne un'intervista...il solo ascoltarla mi gratificava al punto che per me poteva bastare così quasi come quando si ha timore di andare a fondo di qualcosa per paura che ciò che sentiamo si infranga rovinosamente contro una realtà molto meno affascinante. Poi però mi sono fatta forza piano piano...prima qualche immagine, poi i siti dedicati, i forum infine...per scoprire che l'effetto che faceva a me lo faceva anche a molti altri (chissà che mi credevo...).
Alla fine è arrivato quel giorno in cui avrei potuto vederla davvero, in un posto magnifico tra l'altro, un vero templio creato per l'ascolto come si deve. Detto fatto e il biglietto era mio: posto in seconda fila a 2 metri dal palco. Non di più.

Un filo d'attesa e poi è entrata: passo leggero, abito lungo di raso avorio (che avrebbe poi cambiato a metà concerto con un tubino nero quasi della stessa forgia) con una riga di strass ad altezza-clavicola, una mantellina che sembrava attaccata alle scapole, zero trucco e i capelli accrocchiati confusamente sulla nuca. Sembrava una dea greca che aveva appena fatto un salto avanti nel tempo.
Bellissima e maestosa.
Poi ha iniziato...2 ore di concerto con quella sua voce che...come fai a raccontarla a parole?
E' una mano che ti sorregge la testa, è una carezza nell'anima, è il rumore della terra che ti respira intorno.


Lei canta ad occhi chiusi.
Lei guida il diaframma con gesti lenti delle mani.
Lei quando canta, sorride.
Lei ringrazia i suoi musicisti alla fine di ogni pezzo.
Lei ci sorride.
Lei sembra Madre Terra.
Lei è Lisa Gerrard.



[qui le foto]






Scaletta

Now we are free
Dreams made flesh
Entry
Black Forest
In Exile
Serpent and the dove
Yulunga
On an ocean
Sacrifice
Space weaver
Sleep
Wandering star
Sanvean
Host of seraphim

postato da: Naima alle ore 01:16 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, concerti, lisa gerrard
domenica, ottobre 28, 2007

cornamuse & pelle d'oca

Era l'inizio di Luglio quando scrivevo del concerto di Peter Gabriel appena visto a Venezia.
Il mattino seguente all'evento, riavutami dal tripudio emozionale, acquistai online il cd con la registrazione di quella tappa così com' era stato annunciato poco prima dell'inizio concerto.
In sostanza il buon Peter ha avuto l'idea di mettere in vendita il cd di ogni tappa del The Warm Up Tour dal sito di TheMusic.com. Il cd sarebbe stato prodotto dopo 6 settimane dall'evento scelto. E fu così che il 27 di Agosto (giorno del mio compleanno ndr) ricevetti la mail che mi avvisava che il cd era pronto e pure spedito.

E' arrivato l'altro ieri quando pensavo che durante il lungo tragitto qualcuno se lo fosse già intascato. Tutto è bene quel che finisce bene!

Premetto che in questo periodo sto ascoltando esclusivamente il nuovo album dei Radiohead per uscirmene un giorno con qualcosa da scrivere, ma una pausa era doverosa e così ho rivissuto le atmosfere di quella sera in Piazza S.Marco e facevo delle riflessioni circa le registrazioni 'live' a cui non ero mai stata molto affezionata. Non so perchè...mi dicevo che forse ero una purista e che riuscivo ad apprezzare solo le esecuzioni ufficiali, quelle dal cd per intenderci, ma l'aver assistito a numerosi concerti ha modificato questa mia sensibilità e a tutt'oggi trovo che il live restituisca una buona fetta di quei brividi di cui la musica si nutre (e pure io non scherzo).

Vorrei pubblicare qui il pezzo con cui s'è aperto il concerto (The Rhythm Of The Heat) che a prescindere dal pezzo in sè porta allo scoperto quel momento in cui l'attesa della piazza si scioglieva lentamente lasciando spazio al gustoso concerto, ma mi sa che il copyright me lo impedisce (pena la cancellazione del blog, mi si dice...brrr).
Facciamo così, io lo pubblico 'a tempo', per una settimana, tenendo le dita incrociate. Se mi vedete sparire, sapete il perchè.

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder





 
postato da: Naima alle ore 18:41 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, venezia, concerti, peter gabriel
domenica, ottobre 21, 2007

belle, da morire

Si è parlato tanto della campagna pubblicitaria firmata da Oliviero Toscani dove viene fotografata una modella in avanzato stato anoressico. Come al solito ha creato scalpore, come tutte le pubblicità firmate da Toscani e sono state raccolte tante reazioni, perlopiù scosse dall'immagine estremamente cruda che voleva -secondo il fotografo- sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto il problema del vertiginoso aumento di tutte quelle patologie che rientrano nella grande famiglia dei cosidetti disturbi alimentari.
Oggi leggo che la campagna è stata censurata perchè non sarebbe di alcun aiuto a chi soffre di questi disturbi che, anzi, si sentirebbero umiliati e strumentalizzati sulla loro pelle.
Il fotografo va su tutte le furie e urla alla censura della sua vena artistica facendosi forte del fatto che la sua campagna era stata supportata dal ministero della salute e dal gradimento del 74% di italiani.

Mi chiedo se abbia pensato per un attimo al restante 26% che non l'ha gradito perchè prova sulla propria pelle il calvario di un percorso segnato da questo tipo di disturbi o perchè magari ne è a contatto attraverso un familiare, un'amico che vive lo stesso disagio e non ritrova in quella foto alcun messaggio utile per uscirne sulle proprie gambe.

Se devo trovare qualcosa di positivo in quella foto è il solo fatto che abbia comunque messo in evidenza un problema reale (che è sempre meglio di non parlarne affatto), ma allo stesso tempo credo che la decisione di sospendere la campagna (tra l'altro è stata bloccata già dopo la sua fine...una tempistica eccezionale!) sia giusta perchè non ha alcuno scopo nel porre un qualche rimedio alla diffusione di tali disturbi poichè un corpo così devastato è solo una trasposizione visiva di un inferno che brucia dentro e che non si spegnerà con una secchiata di quel disgusto che si prova guardandolo.

A riprova di questo basta girare un pò per i blog della piattaforma, magari cercandoli col tag *anoressia* e verrà alla luce un mondo fatto di ragazzine che parlano della loro malattia come fosse una scelta ponderata e postando ogni giorno  una cronistoria delle cose che hanno vomitato prima di entrare in quella taglia 36 e a corredo la foto di una donna scarnificata con tanto di lodi e frasi tipo 'non è meravigliosa? -  400gr. ancora e  sarò come lei-'

Non si ha ancora compreso a fondo i perchè dei disturbi alimentari. Iniziano solo ora a sorgere strutture dedicate alla cura ma sono troppo poche e non sempre hanno al loro interno del personale davvero competente in materia. Questo è il segno che la malattia non è sempre intesa come tale, anzi la tendenza è paradossalmente quella di guardare a questi malati come persone che se la sono voluta piuttosto che  soggetti che vivono e mascherano un disagio molto più grave di quanto non sia visibile da fuori.

Parlare di censura, in questo caso, mi sembra fuori luogo. Si è cercato di riconoscere la dignità di chi ne soffre davvero facendo del proprio corpo un simbolo di morte.

Per saperne di più...



postato da: Naima alle ore 14:07 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: campagna, anoressia, oliviero toscani
martedì, ottobre 02, 2007

Dollars & Cents

Che i Radiohead fossero avanti lo sapevo, ma che fossero così avanti...
   



 
postato da: Naima alle ore 18:51 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, radiohead
venerdì, settembre 28, 2007

Il Pifferaio Magico



Quest'omino qui è David Sylvian ed il titolo di questo post è l'immagine che mi ritornava alla mente mentre lo ascoltavo l'altro ieri.  Cornice dell'evento il Teatro Accademia di Conegliano Veneto, fresco di restauro, poco più di 800 poltrone, acustica perfetta...e sul palco, seduto in uno sgabello con la chitarra in grembo, lui, la sua fantastica voce e i Nine Horses cantavano le note dell'anima.
Sullo sfondo retroilluminato, il logo del tour The World Is Everything prima ed evoluzioni grafiche poi accompagnavano la mente attraverso i percorsi suggeriti dalla musica e da quella sua voce, la più elegante e sensuale voce maschile che io abbia sentito finora.
Premetto che non l'avevo mai visto prima. La mia memoria l'aveva lasciato (per modo di dire) all'epoca dei Japan, con quel suo ciuffo ossigenato e gli occhi truccatissimi, ma vederlo ieri mi ha fatto cogliere un'essenza che prima mi era mancata. L'ho ascoltato si, ma l'ho osservato in quei suoi movimenti lenti ed aggraziati. Mentre prendeva la bottiglietta d'acqua alle sue spalle o quando presentava gli altri musicisti sul palco, quando ringraziava...piccoli gesti a cui si è normalmente indifferenti sono bastati a restituirmi l'immagine di un'artista certamente eclettico e dalla creatività quasi soprannaturale ma anche un uomo dalla personalità flemmatica, quasi ascetica, che senza alcuna frenesia distilla -nota dopo nota- la purezza delle emozioni che intende trasmettere con una puntualità ed una chiarezza quasi disarmante.
Sono quasi certa di averlo visto emozionarsi abbassando lo sguardo durante le ovazioni finali tra un bis e l'altro...come se ancora non si fosse abituato a raccogliere consensi tanto forti e a sentire il suo nome urlato dai fans più calorosi.
Mentre lo sentivo cercavo di prendere coscienza di ciò che stava accadendo dentro e fuori di me, ma ben presto ho constatato che non c'era dentro e non c'era fuori, c'era qualcosa che stava accadendo dentro a quel teatro e che intrideva chiunque. Non eravamo più spettatori lì dentro, eravamo parte di un'atmosfera che di terreno aveva ben poco.
Quella musica era come un uncinetto manovrato da una pazienza certosina che, un punto alla volta, riprendeva le trame di un'anima un tantino smagliata.

Di lui hanno detto e scritto tanto, ma c'è una citazione in particolare di un giornalista di The Times che mi ha colpito e che credo colga in pieno il senso della sua arte:

" Tutta l'arte, afferma il critico Vittoriano Walter Pater, aspira alla condizione della musica. Ma che cosa si può dire di una musica che aspira alla condizione di silenzio? Che cosa dire di una musica il cui scopo non è distrarre o intrattenere, ma trasportare l'ascoltatore oltre il rumore del mondo e il mero flusso delle apparenze verso la considerazione di una realtà superiore? " (Jason Cowley)


Scaletta

Wonderful world
It’ll never happen again
 World citizen
 I won't be disappointed
The day the earth stole heaven
Ride
Playground martyrs
Transit
A fire in the forest
Ghosts
Snow borne sorrow
Mother and child
Waterfront
Atom and Cell
Sugarfuel
Brilliant trees
Before the bullfight
Nostalgia
Before the bullfight
The Librarian
 Every colour you are
River man
Wanderlust



[pubblicherò qualche foto su Flickr previo scrematura non appena rientrerò in possesso della mia digitale]


 

postato da: Naima alle ore 21:23 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, concerti, david sylvian
domenica, settembre 09, 2007

po popo popopo poo

pallone bucato

Io ci provo a seguire il calcio, ci provo davvero, anche al di là delle competizioni internazionali. Ci provo perchè lo sport mi piace. Ne pratico uno, ma mi piacciono tutti o comunque mi incuriosisce seguirli se ne ho la possibilità. Mi piacciono i gesti atletici, l'agonismo, la competizione, la disciplina, ma per quanto riguarda il calcio c'è ancora qualcosa che fa in modo che non mi attecchisca e ieri, durante Italia - Francia ho capito cos'è.
L'Italia s'è persa l'ennesima occasione di non rendersi ridicola e non parlo tanto dei giocatori in campo ma di quel popolo bue in tribuna che, nonostante l'appello del nostro capitano, s'è messo a fischiare l'inno francese.
Da qui si vede la pochezza di un pubblico che non contempla il rispetto dell'avversario nemmeno quand'è superiore, che la sportività non sa cosa sia e che si gasa nel momento in cui sputa addosso ai francesi (o chi per loro) piuttosto che quando i suoi giocano bene.

E' triste.

Anzi siete tristi voi che avete fischiato, omini piccoli piccoli che dello sport conoscete soltanto la Gazzetta, che non riconoscete il momento in cui è il caso di dare un freno alla maleducazione, che fate dello sport soltanto un movimento con cui condannare giocatori, arbitri, allenatori e dirigenti quando non vi fanno vincere acquistando questo o quello, non facendo giocare tizio al posto di caio, tutti lì assiepati al bancone del bar a dire la vostra con la presunzione di sapere. Siete dei coglioni senza arte nè parte ed è questa l'immagine che restituite dell'Italia al mondo intero.
Non avete stile: non vi è bastato presentarvi in campo con il fregio di un mondiale vinto alle spalle nè tantomeno avete avuto l'umiltà di abbassare la cresta consapevoli di non avere in campo gli stessi giocatori di allora (e quindi palesemente a rischio sconfitta)...no, avete voluto pisciare fuori dalla tazza e mentre lo facevate vi sentivate anche dei fighi.
L'apoteosi dello sfigato, ecco quello che eravate lì in tribuna a fischiare la Marsigliese, protetti dalla moltitudine che vi rende invisibili singolarmente ma che in branco si sente forte di fare e dire quel cazzo che gli pare e non si vergogna nemmeno nel vedere i propri giocatori in panchina che scuotono la testa in segno di profonda disapprovazione. Concepite la sportività solo previo sbornia pre partita e allora finite nei tg e nei giornali, commentati da giornalisti che esultano per l'amicizia tra le tifoserie quando l'unica amicizia che sapete mettere in campo è dettata dal grado alcolico.
Bar chiusi ieri sera?

Questa è stata una di quelle occasioni in cui mi sono vergognata di essere italiana, un'occasione in cui  avrei voluto andare in campo e scusarmi personalmente con i francesi per l'ignoranza che vomitavano gli spalti, un'occasione -persa- di appassionarmi al calcio.

Eppure ci proverò ancora a seguirlo nonostante la massa di deficienti presenti al Meazza ieri...fosse anche solo per sapere se il Milan vince perchè, pur non essendone tifosa, mi renderà felice sapere che da qualche parte c'è Marco felice.
postato da: Naima alle ore 10:48 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie: sport, calcio
sabato, settembre 08, 2007

V - Day

Non bastava un pagliaccio col tricolore al collo per rendere famosa la mia città, c'è voluto l'ormai tristemente noto massacro di Gorgo al Monticano per essere ancora una volta sotto i riflettori.
In una città già fin troppo sensibile alla presenza di immigrati, questo diventa un colpo quasi mortale perchè al di là dell'insofferenza allo straniero dettata dall'ignoranza, ora si respira la paura vera. Il rischio è diventato improvvisamente reale.
I due coniugi di Gorgo non sono stati solo derubati (per 20 €) e uccisi, sono stati barbaramente seviziati con tecniche che, a detta degli investigatori, erano in voga nelle zone balcaniche durante la guerra. A lui hanno spezzato il collo con una torsione netta, non prima di sopportare la vista della moglie mentre veniva seviziata con una spranga fino a farle fuoriuscire le viscere.
La paura, il dolore e l'umiliazione che hanno dovuto subire i due prima di morire sono solo immaginabili tra i brividi e lo sdegno.
Dopo l'arresto dei 3 assassini, i giornali locali snocciolano le notizie del 'dopo'.
E così scopro che uno dei tre abitava qui dietro l'angolo e che spesso andava a trastullarsi nelle sale-bingo della zona...
Adesso a Treviso diventa davvero dura guardare allo straniero con comprensione, liberi da preconcetti, ed è questa una cosa che avverto io che sono sempre stata a favore dell'integrazione. Non oso pensare quali saranno i pensieri di quelli che invece non li hanno mai voluti e che ora vedono quasi giustificati i loro preconcetti sugli stranieri.
Come in tutte le vicende di questo tipo, anche noi non ci siamo fatti mancare le varie strumentalizzazioni, le polemiche, in particolare si è usato questo fatto per puntare il dito contro l'indulto mastelliano anche se io credo che indulto o meno, ci sarebbero stati altri 3 mostri pronti a fare ciò che è accaduto ai due poveretti e allora in quel caso s' avrebbe accusato la giustizia, quella che punisce il ladro di galline ed è clemente con chi uccide o chissà cos'altro ancora. Insomma...in qualunque caso ci saremo ritrovati a dare la colpa a qualcosa/qualcuno perchè dopo questi fatti è forte la necessità di dare un senso a qualcosa che non ne ha alcuno.
Personalmente penso che questo fatto, per quanto atroce e sintomatico, non sia l'unica bega che lo stato italiano ci mette in tasca. Alla radice non c'è solo un'indulto che sembrano aver apprezzato solo al governo, ma tutta una serie di legiferazioni che non fanno l'interesse dei cittadini per cui lavorano i palazzi.
Anche per questo io oggi vado in piazza a firmare.


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postato da: Naima alle ore 09:22 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: beppe grillo, v day
lunedì, agosto 27, 2007

Frw:

non ho mai amato quelle mail che ti arrivano in Ccn, assieme ad altre decine e decine di indirizzi mail, anzi diciamo pure che se non sono esplicitamente dirette a me ed a me solamente, mi irritano proprio...
ma oggi ne ho ricevuta una da una mia vecchia compagna di squadra che non sa nemmeno quanto e perchè è stata così opportuna.
in effetti non lo sap(r)ete nemmeno voi che leggete, ma voglio postarla lo stesso, anche se già l'avete letta e non vi ha detto niente di nuovo, perchè magari a qualcuno che non so dirà qualcosa senza che io sappia il perchè.


DONNE IN RINASCITA di Jack Folla

Più dei  tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a  vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne  hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed  è stata crisi, e hai pianto. Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
 E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
 "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù  con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori  migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole  per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di  presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di  nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo  biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più  grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti...

postato da: Naima alle ore 20:26 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: fuffa
sabato, agosto 25, 2007

hopelandish

mi giunge notizia che uscirà in autunno il primo film-documentario dei Sigur Rós girato durante il tour 2006 attraverso l'Islanda, con tanto di album a tema e libercolo con racconto ed immagini di questa terra lontana e meravigliosa.
il trailer è già disponibile qui e fin da ora so che prima o poi andrò a sentirli anche lì, a costo di andarci a nuoto.
postato da: Naima alle ore 12:53 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: islanda, sigur ros, hopelandish
venerdì, agosto 24, 2007

ipse dixit

"E' spesso tragico constatare quanto sfacciatamente un uomo rovini la sua vita e quella degli altri, eppure quanto sia totalmente incapace di vedere che l'intera tragedia ha origine dentro di lui, e che lui stesso continua ad alimentarla ed a perpetuarla.
Non coscientemente naturalmente, perche coscientemente e' impegnato a lamentarsi del perfido mondo, che nel frattempo recede da lui sempre piu'.
E' un fattore inconscio quello che gli fa tessere la tela illusoria che vela il suo mondo."

postato da: Naima alle ore 11:48 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: citazioni, ipse dixit
giovedì, agosto 23, 2007

girando per blog...

non ricordo se negli anni passati ne avevo scritto, ma pur rischiando di ripetermi vorrei sottolineare ancora una volta un'iniziativa che mi sta particolarmente a cuore e che ha trovato la mia piena condivisione in questo blog creato ad hoc.
mi deprime leggere gente al di sopra dei 13 anni che ancora mi scrive in modo orribile, sintetizzando a più non posso, violentando la sintassi e facendo spregio della grammatica.
molti hanno provato a giustificarsi dicendo che ormai è diventata un'abitudine ...
beh, toglietevela, fa schifo, non siete più dei ragazzini che devono risparmiare sui 160 caratteri concessi da un sms. (oppure tenetevela, ma alla larga da qui, pena la gogna pubblica).
da oggi, quindi, dichiaro ufficialmente guerra (e disprezzo) a quella pessima abitudine dilagante che sostituisce le c con le k e a tutte quelle abbreviazioni tipo nn per dire non piuttosto che tvb o pkè e chi più ne ha più ne metta.

un mondo senza k è possibile!

Questo blog non è un essemmesse!

postato da: Naima alle ore 13:11 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: fuffa, sms , grammatica
lunedì, agosto 20, 2007

Ciao, da dove dgt?

Da quando sono tornata su Splinder, dopo qualche anno di diserzione, la maggior parte delle persone parlava della piattaforma con  tono disilluso e io non capivo.
Instabilità ai server? Troppa pubblicità? Funzioni non funzionanti?
Niente di tutto questo.
Alcuni mi raccontavano del basso livello dei nuovi frequentatori e di vicissitudini da dimenticare e mentre ascoltavo, nella mia ingenuità, dentro di me mi chiedevo  "si ok, ma questo che ha a che vedere con i blog?"
Poi ho capito, ed è successo nel momento in cui mi sono accorta di avere una serie di messaggi non letti nella posta di Splinder...: la maggior parte delle persone mi scriveva per sapere chi ero, voleva conoscermi, imbastire sessioni di mail e/o scambiarsi l'indirizzo su MSN per poter approfondire la conoscenza.
Fin qui niente di male, dopotutto Splinder si è dotata di una community e, in quanto tale, le persone sono favorite (volendo) anche all'incontro, la conoscenza. Dopotutto io stessa sono grata alle conoscenze che ho potuto fare qui perchè mi hanno portato lontano e mi hanno arricchito di sapere, ma tutto questo è accaduto tramite il blog, cioè tramite a quello che io e gli altri ci scrivevamo dentro e in qualche modo condividevamo con commenti e considerazioni varie. Oggi invece la maggior parte delle persone che mi scrive è registrata si su Splinder, ma non ha uno straccio di blog su cui scrivere e in cui leggere qualcosa che li contraddistingua da semplici tacchini.
In un luogo dove la parola è tutto ciò che si ha, sono sempre meno coloro che hanno qualcosa da dire (diari a cronaca giornaliera esclusi) e questo provoca in me un leggero senso di tristezza...anche perchè sono convinta che si possa conoscere meglio una persona da ciò che scrive, da come lo fa, dal perchè, piuttosto che da simil-descrizioni che somigliano a tanti C.V. di cui -personalmente- non avverto alcuna necessità nè tantomeno interesse.
Se fossi certa del fatto che la gente viene a dare una scorsa a queste righe prima di contattarmi privatamente, avrei messo un titolo più indicativo tipo 'Naima: istruzioni per l'uso' , ma ho già constatato che la parte del blog è tranquillamente ignorata da chi mi contatta e questa sorta di avvertimento non arriverà a destinazione.
Tuttavia, se ci fosse ancora qualcuno che *prima* di scrivermi, passa di qui e legge quanto sopra...è pregato di fare le necessarie considerazioni prima di contattarmi, tenendo conto del fatto che non frequento la chat di Splinder e che il motivo principale per cui ho un blog è null'altro che scriverci, anche se non lo faccio spesso.

Un pò acida, nevvero?
Già, dopotutto sono appena tornata dalle vacanze per cui non sono mai partita.
La Supercazzola Travel®,  anche quest'anno, ha dato grandi soddisfazioni.

Detto questo, posto un altro bel video d'annata che mi è quanto mai d'attualità e che, mi auguro, vi addolcisca dopo la lettura delle mie parole.


postato da: Naima alle ore 15:21 | link | commenti (18) | commenti (18)
categorie: fuffa, approci
domenica, agosto 05, 2007